Il Tribunale accoglie il ricorso di Sinergas contro la creazione della newco partecipata dall’utility veronese e dai Comuni di San Bonifacio e Cologna Veneta

Una sentenza del TAR Veneto rende più ardua per AGSM la conquista di Unicoge, società di vendita di gas/elettricità da circa 30 milioni € di valore della produzione e un utile di 1,1 mln €.I giudici hanno infatti accolto il ricorso di Sinergas contro le delibere dei Comuni di San Bonifacio e Cologna Veneta che a gennaio 2019 avevano sancito il trasferimento delle rispettive quote detenute in Unicoge (23,1% e 10,74%) alla newco AGSM Energia Est Verona, controllata al 40% dall’utility veronese.Rifacendosi alla nota sentenza del CdS sul caso Ascopiave, il Tar ha ribadito che per rispettare gli obblighi della Legge Madia gli enti locali possono detenere quote in società attive in business di mercato purché l’interesse economico generale sia perseguito efficacemente dalle amministrazioni pubbliche azioniste. A tal fine è necessario un patto parasociale o comunque “adeguati e tendenzialmente stabili (e comunque trasparenti e responsabili) strumenti negoziali di coordinamento delle decisioni tra tutti i soci pubblici”. Nel caso dell’operazione Unicoge, il Tribunale rileva che pur avendo i due Comuni il 60% complessivo della newco, dai patti parasociali si evince che il controllo è in mano ad AGSM, a cui spetta tra l’altro la nomina dell’amministratore unico sia della newco che di Unicoge. Circostanza che impedisce alle due amministrazioni di “esercitare un controllo sul processo decisionale della società partecipata”. Ora resta da capire come si muoveranno l’utility veronese e i due Comuni, che tramite la newco intendevano esercitare il diritto di prelazione sulle quote degli altri soci pubblici: Lonigo (18,86%), Soave (18,10%), Colognola ai Colli (12,07%) e Zimella (4,93%). Prelazione a cui aspira anche Sinergas, forte del suo 9,75% di Unicoge.

QE, 19-09-2019

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