Il “pasticcio” dei 15 milioni di euro congelati dal collegio dei sindaci di ASM Pavia risale allo scorso mese di marzo. Per la vendita delle quote di Linea group holding ad A2A, si sarebbe dovuta fare una gara pubblica. Lo ha ribadito l’ANAC (Autorità nazionale anticorruzione) rispondendo a un esposto presentato dal Movimento 5 stelle di Pavia che sulla vicenda conduce una battaglia iniziata nel 2016.

La vicenda: sino a marzo 2016, ASM Pavia aveva una partecipazione in Linea group holding, un raggruppamento di ex municipalizzate che comprende anche A2A, AEM Cremona, ASTEM Lodi, COGEME Rovato (Brescia) e SCS Crema. Poi A2A, colosso delle multiutilities radicato nelle zone di Milano e di Brescia, mise sul piatto 113 milioni per l’acquisto delle quote che le avrebbero consentito di avere il 51 per cento di Linea group holding e, quindi, il controllo del raggruppamento di società. Contro, in consiglio comunale, si schierarono il M5S e il centrodestra. Il 6 marzo 2016, il sindaco Depaoli diede l’annuncio: operazione conclusa con un “guadagno” per ASM Pavia di circa 15 milioni di euro.

A questo punto, il capogruppo M5S in Consiglio presentò l’esposto all’Autorità anticorruzione di Raffaele Cantone che, prima di inviare il fascicolo all’Antitrust e alla Corte dei Conti (l’ultimo passaggio notificato in Comune), aveva già risposto con un passaggio lapidario: «La vendita del 51% del capitale sociale di Linea group holding Spa, deve essere concorrenziale tra gli altri operatori economici del settore, tramite una procedura ad evidenza pubblica». In altre parole, le quote di Lgh avrebbero dovuto essere messe sul mercato per consentire agli operatori interessati di fare proposte di acquisto. E poichè la Corte dei conti ha aperto un’indagine, ASM Pavia ha ritenuto prudente bloccare i soldi.    La Provincia Pavese, 15-8-2018