L’ingresso di Iren in Sei (tramite Unieco) sembra aver provocato la risposta delle realtà locali: riparte il piano del polo regionale acqua/energia/rifiuti. Sotto la “regia” dell’ex ad Acea Alberto Irace

Quella di un polo toscano delle multiutlity è un’idea che aleggia da diversi anni. A farsene promotrice era in particolare Estra, il cui presidente Francesco Macrì aveva illustrato a QE nel maggio del 2019 i contorni del possibile progetto, che avrebbe dovuto passare dal conferimento all’utility da parte dei Comuni soci (Prato, Arezzo e Siena) delle loro partecipazioni in altre realtà regionali.

Una strategia che doveva passare anche dalla conquista di una quota rilevante in Sei Toscana (che gestisce il servizio di raccolta rifiuti per l’Ato Toscana Sud con un bacino di circa 900.000 abitanti), in particolare tramite la gara per Unieco. Ma ad aggiudicarsi tale competizione, come noto, è stata Iren. E probabilmente tale circostanza ha sparigliato le carte, provocando un’accelerazione di un processo rimasto in sospeso per anni. Il piano sta però prendendo una direzione un po’ diversa da quella originariamente pensata da Estra.

A quanto riporta Repubblica Firenze, infatti, l’idea predominante (seppure “restino sul tappeto altre ipotesi”) è ora quella di creare una holding regionale sotto la regia dell’ex ad di Acea Alberto Irace. Nome certo non scelto a caso, visti i forti interessi dell’utility romana nel business idrico toscano. Secondo il quotidiano, il manager dovrebbe presentare un piano dettagliato a metà novembre, in coincidenza con il rinnovo del Cda di Alia Servizi Ambientali (società al 59% del Comune di Firenze che gestisce i rifiuti nella Toscana Centrale) e la nomina ad amministratore delegato dello stesso Irace. In sostanza “sarà una sorta di super commissario all’aggregazione delle utility” scrive Repubblica.

Ma quale dovrebbe essere il piano? Fondamentalmente consolidare nella newco-holding pubblica la gestione dei rifiuti (Alia in primis), il settore energetico (Estra) e l’acqua (Publiacqua e Acque, che hanno entrambe come socio industriale Acea).   E già ci sarebbero intese di massima perché alcuni soggetti pubblici conferiscano nella newco le loro quote. Firenze dovrebbe portare alla holding il 59% di Alia e il 22% che insieme ad altri soggetti pubblici assegna al capoluogo della regione il 60% di Publiacqua. Consiag dovrebbe mettere nella newco il 25% di Publiacqua, l’8% di Alia e il 39,5% di Estra. E poi ci sono i Comuni di Prato e Publiservizi, altra società empolese di partecipazione pubblica, che sarebbero disponibili a confluire nella newco di controllo le loro partecipazioni in Alia, Estra e Acque spa.

Un soggetto che “aumenterebbe la propria forza contrattuale verso il partner privato Acea, che in conseguenza del riassembramento vedrebbe diluito il proprio peso in Publiacqua e Acque spa”, rimarca il quotidiano. Il tutto tenendo conto che la concessione a Publiacqua scade nel 2024, mentre è più lontana (2031) quella di Acque spa. E trattare con l’utility romana sarà appunto una delle missioni di Irace.

Sommando i dati attuali di Alia, Estra, Publiacqua e Acque spa, il nuovo soggetto fatturerebbe oltre 1,7 miliardi di euro con più di 3.500 dipendenti. Dall’operazione resterebbe ovviamente fuori Toscana Energia, ormai saldamente nelle mani di Italgas.

QE 22/10/2020

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