Anche le reti locali devono fare i conti con la transizione. Intanto si accende la partita per gli incentivi alle aggregazioni

Alla fine la presa d’atto che mancava è venuta dalle società di servizi locali. A tre anni e mezzo dall’aut aut enunciato da J. Stern per il gas naturale – “decarbonizzare o rassegnarsi al declino” – anche la distribuzione locale sta facendo i conti con la transizione energetica. Con Utilitalia (v.Staffetta 17/06) che la scorsa settimana ha detto chiaramente che la complessa e malfunzionante impalcatura delle gare non può sperare in un futuro se non parte da una ridefinizione degli obiettivi del settore, con un confronto più stretto coi target nazionali e Ue al 2030 e al 2050 e meno con quelli storici della metanizzazione di massa, ormai da tempo giunti a maturazione. Sembra una cosa scontata, ma finora nessuno nel settore lo aveva ancora detto in modo tanto aperto, in un settore spesso ripiegato sul suo passato e sul suo (ancora) confortevole presente, e poco disposto a affrontare di petto le incertezze del futuro. Meno estensioni di rete, insomma, e più idrogeno, biometano, servizi di rete, ha concordato una settimana fa – almeno in principio – anche il d.g. del Mise Dialuce. Ma è troppo tardi? E’ una strada percorribile? Le incertezze non mancano: l’immaturità di alcune soluzioni, come l’idrogeno, in confronto ad altre – oggi Luca Marchisio di Terna ha gelato gli entusiasmi sui limiti termodinamici di un’applicazione estensiva del P2G, che richiederebbe incrementi astronomici della potenza rinnovabile –, il quadro regolatorio tutto da disegnare, da parte di un’Arera che da tempo sembra guardare al settore come a un morto che cammina. Però se esiste un domani per gli usi civili del gas nel medio-lungo termine dovrà passare anche di là. Intanto, si potrebbe aggiungere, le gare non sembrano passarsela bene anche per altre ragioni (intanto oggi è stata rinviata anche Potenza 2): come nell’idroelettrico, nei servizi idrici, nei rifiuti, nella geotermia, il clima emergenziale tende a metterle in secondo piano e gli operatori, grandi e piccoli, paiono oggi presi da altre priorità, acquisizioni, project finance. E sul fronte regolatorio, la partita degli incentivi alle integrazioni previsti dalla delibera 410/19. A luglio Arera dovrebbe pubblicare la consultazione e nel settore c’è grande attesa, oltre che timore che l’authority voglia prendere una strada diversa da quella annunciata.

Staffetta Quotidiana     https://www.staffettaonline.com     22-06-2020

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