Un flash mob per lanciare un duro messaggio al governo nazionale, ma anche al sindaco di Verona, Federico Sboarina, sulle politiche per la città, a partire dal no secco alla fusione AGSM-AIM con A2a, con un’ipotesi che si fa sempre più strada: andare da soli

È quanto affermato ieri dal commissario cittadino della Lega di Verona, Nicolò Zavarise, che è anche assessore alle attività economiche del Comune scaligero. Trasformando in un punto politico a tutto tondo, quello che doveva essere un flash mob, con tanto di simpatizzanti, sindaci, onorevoli e senatori. «Siamo qui, proprio oggi, per ricordare al Governo di Roma le sofferenze che stanno vivendo artigiani, commercianti, imprenditori, cittadini a causa delle mancate risposte all’emergenza economica provocata dal Covid-19 – esordisce Zavarise -.

I contributi del governo non coprono neanche 1/3 di quante serve a Verona. Siamo in un momento cruciale ed anche sul fronte delle aziende pubbliche della città la Lega ha le idee chiare: sono dei veronesi e devono rimanere dei veronesi», continua Zavarise, riferendosi alla gestione dell’Aeroporto Catullo, oggi in mano alla Save che controlla anche il Marco Polo di Venezia. Ma anche e soprattutto al progetto di fusione tra AGSM Verona, AIM Vicenza e A2a di Milano: «Se ci sarà necessità di aggregazioni dovranno essere tra pubblico e pubblico, quindi sì ad AGSM-AIM.

Ma se servono i privati, si deve andare a vedere chi è il migliore per Verona e comunque il controllo della nuova realtà deve restare pubblico, dei cittadini». Una dichiarazione che arriva dopo che un mese fa, in cda di AGSM, proprio i membri leghisti uscendo fecero saltare l’approvazione del piano industriale con A2a. Piano che poi dovrà essere approvato dal consiglio comunale di Verona, dove la Lega pesa in modo determinante. «Noi non muoveremo una sfiducia al sindaco Sboarina – parla chiaro Zavarise – ma non cederemo di un palmo sulla difesa della veronesità e del controllo pubblico di AGSM».

Insomma, come minimo uno stallo del progetto di fusione a tre delle municipalizzate. Con la possibilità che, se nel prossimo cda di AGSM atteso in settimana per l’approvazione dell’accordo con A2a la consigliera del Pd, Stefania Sartori, votasse a favore, il progetto finirebbe in consiglio comunale con tutto quello che politicamente questo vorrebbe dire: il no della Lega a un piano su cui il sindaco lavora dal suo insediamento. E l’apertura ufficiale di una crisi. Con la voglia del Carroccio di andare da soli a governare la città. «Le percentuali assegnataci dai recenti sondaggi e la gestione fatta in Veneto dal governatore Zaia dell’emergenza Covid-19, dimostrano che possiamo governare da soli», dichiara Zavarise alla fine guardando alle Regionali».   Massimo Rossignati – Il Gazzettino, 3-6-2020

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