Il Tar archivia il ricorso. Lo scorso novembre l’accordo per cedere il 45% all’utility di Vigevano e Lomellina per 11,9 mln € (più 1,9 mln di dividendi). Fermo restando l’ok dei creditori della holding.

Libera Energia e Asm Vigevano si sono accordate sulla quota di minoranza della società di vendita Asm Energia. E così la società che faceva capo al gruppo Geifin/Italtrading, ormai dichiarato fallito, ha rinunciato alla causa al Tar Milano. Nella sentenza pubblicata ieri, infatti, il Tribunale prende atto che lo scorso 20 dicembre Libera Energia ha dichiarato di non aver più interesse al ricorso. Iniziativa che fa seguito a un accordo raggiunto in novembre con l’utility lombarda, in base al quale quest’ultima può rilevare il 45% di Asm Energia al prezzo di 11,9 milioni €. Cifra inferiore a quella offerta a Libera Energia da Bluenergy (anch’essa intervenuta al Tar, sebbene la richiesta in sede amministrativa sia “stata rinunciata dalla stessa Bluenergy, mentre quella in sede civile è stata respinta dal Tribunale di Milano con provvedimento in data 27 ottobre 2018”) nonché alla perizia di Pwc che aveva portato Asm a individuare un valore di 13,7 mln €. Nell’accordo viene però sottolineata la necessità di “evitare l’alea ed i tempi del procedimento di rideterminazione del valore delle azioni” e che “Libera Energia possa essere dichiarata fallita, con le evidente (e gravi) conseguenze nella gestione della partecipazione in Asm Energia, poiché in caso di fallimento vi sono concreti dubbi che possa mantenere validità ed efficacia la clausola statutaria che consente ad Asm Vigevano e Lomellina, in caso di esercizio del diritto di prelazione, di chiedere la rideterminazione del prezzo di cessione, con conseguente necessità di acquistare al prezzo che dovesse essere offerto da terzi nell’ambito della procedura competitiva che verrebbe disposta dal Curatore Fallimentare”. Oltre agli 11,9 mln €, Libera Energia può comunque godere della distribuzione di utili Asm Energia degli esercizi anteriori al 2017 e del 2018 per un importo non inferiore a 1,9 mln €, impegnandosi a rinunciare alla causa al Tar “entro otto giorni dalla sottoscrizione del presente accordo”. Quest’ultimo era però sottoposto ad alcune condizioni sospensive, tra cui l’omologazione in via definitiva della ristrutturazione dei debiti ex art. 182-bis L.F. “che preveda il pagamento a saldo e stralcio dei creditori finanziari di Libera Energia attraverso l’alienazione della partecipazione Asm, nonché il pagamento dei creditori non aderenti entro i termini di cui all’art. 182 – bis L.F. medesimo”. Per quanto riguarda poi il fallimento Italtrading nei confronti di Libera Energia era previsto che quest’ultima fosse autorizzata a vendere il 45% di Asm. Riguardo alla vicenda Italtrading va peraltro segnalato che in base a quanto riportato sul Portale dei creditori, la prossima udienza per “verifica crediti seconde tardive” è fissata per il prossimo 25 febbraio. QE, 12-02-2019