Nel 2019-20 l’impianto di Cornegliano ha incassato 112 mln € dalle bollette movimentando meno di 90 mln di mc. Arrigoni: vigilare con golden share contro rischio fondi speculativi

Secondo un’indiscrezione pubblicata oggi da Il Messaggero, la società di investimenti australiana Macquarie, che controlla la Società Gasdotti Italiani – Sgi e ha presentato un’offerta per la quota Enel in Open Fiber, sarebbe prossima ad aggiudicarsi per 1,1 miliardi di euro l’impianto di stoccaggio di Ital Gas Storage di Cornegliano Laudense (LO), controllato da Morgan Stanley Infrastructure Partners (Msip) , che da alcuni mesi era in cerca di un acquirente (v. Staffetta 19/03). L’articolo riporta che per l’impianto, al 92,5% di Msip e al 7,5% dalla Whysol dell’ex McKinsey Alberto Bitetto, “questa estate si era aperto un processo competitivo con la partecipazione di alcuni pretendenti ma nelle ultime ore Macquarie avrebbe fatto l’offerta che ha sbaragliato i concorrenti: 1,1 mld di euro”.    Dal punto di vista regolatorio Cornegliano beneficia di una remunerazione maggiorata grazie agli incentivi Arera per la capacità di punta (v. Staffetta 09/11/15). A regime la capacità dell’impianto dovrebbe superare 1 miliardo di mc di spazio commerciale per 27 mln mc/giorno di erogazione massima, ma secondo le comunicazioni ufficiali è ancora in fase di ramp up e finora non ha mai erogato più di 2 mln di mc al giorno e contenuto più di 150 mln mc, volume raggiunto in questi giorni alla vigilia della stagione invernale 2020-21. Lo scorso anno la giacenza a inizio inverno era stata di poco più di 100 mln mc e nel corso dell’anno di stoccaggio le quantità movimentate in immissione e in regolazione non hanno superato i 90 mln mc circa.  Nel contempo, sulla base della regolazione vigente che assicura ai proprietari degli impianti la copertura dei costi riconosciuti ai fini regolatori anche in caso di sottoutilizzo dell’impianto, Ital Gas Storage ha incassato nell’anno 2019-20 un media di oltre 9,3 mln di euro al mese a valere sul corrispettivo tariffario Cvos per un totale di oltre 112 mln di euro e più o meno lo stesso dovrebbe incassare nel 2020-21.

La notizia del prossimo accordo ha allarmato la Lega, con il senatore Paolo Arrigoni che, pur senza nominare esplicitamente Ital Gas Storage, ha denunciato il disinteresse del governo verso il sistema e le infrastrutture gas, invitando a vigilare, anche con l’uso della golden share, contro il rischio che fondi esteri che si presentano come investitori di lungo periodo, siano in realtà intenzionati a passare dopo poco “all’incasso”.  “Occorre ribadirlo – ha detto Arrigoni in una nota – il gas, di cui il nostro Paese è importatore per il 97%, è fondamentale per accompagnare la transizione energetica verso la decarbonizzazione e la diffusione delle energie rinnovabili, ma chi ci governa preferisce nascondere la testa sotto la sabbia come gli struzzi, impedendo al nostro Paese di svincolarsi dalla dipendenza energetica dall’estero. In questo contesto, le notizie di questi giorni sulle operazioni di acquisizione da parte di fondi esteri per il controllo di alcuni siti di stoccaggio strategici non fanno che confermare il disinteresse di Governo e maggioranza sul tema del gas e in più in generale in tema energia, rendendo il nostro Paese più debole e vulnerabile”. “È assolutamente legittimo – ha proseguito Arrigoni – che fondi stranieri vogliano investire in infrastrutture italiane, ma è fondamentale saper riconoscere quelle strategiche per il nostro Paese e identificare eventuali interessi speculativi”, continua Arrigoni. “Il Governo deve vigilare che nel settore energetico quei fondi che apparentemente si presentano come attori di sistema non lavorino invece sottotraccia contro il nostro interesse nazionale, presentandosi magari come investitori di lungo periodo salvo poi passare all’incasso dopo una manciata di anni. L’esecutivo dunque resti sempre vigile, anche valutando l’applicazione della Golden Power”.

STAFFETTA 13/10/2020

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