Centria contesta il valore di rimborso (84 mln €) riconosciuto alla subentrante Toscana Energia dopo la procedura del 2012. Il Tar rinvia la questione alla giustizia ordinaria

Per la gara gas da 251,455 mln € nell’Atem Prato le offerte sono state presentate il 29 gennaio. Da allora però l’aggiudicazione è stata congelata: l’ultima comunicazione dalla stazione appaltante risale al 15 marzo e parla di “adempimenti procedimentali ed istruttori in corso”. Sulla vicenda impatta anche una querelle tra Estra e Toscana Energia sul valore di rimborso, che nei giorni scorsi il Tar Firenze ha deciso di rinviare alla giustizia ordinaria. Peraltro solo una parte della complessa diatriba che riguardava la stessa legittimità della gara svolta dal Comune di Prato nel lontano 2012. Procedura svolta autonomamente dall’amministrazione, quindi non in base alla normativa sugli Atem. E aggiudicata a Toscana Energia. Nello specifico, oggetto del contendere è il valore di rimborso che il gestore uscente Centria (gruppo Estra) doveva riconoscere a TE. Con determina 14 maggio 2015 l’amministrazione ha rideterminato tale valore a 80,903 mln €, contro i 90,5 mln € precedentemente indicati negli atti della gara indetta nel 2011. L’importo è stato poi ulteriormente modificato in 83,777 mln € nel marzo 2016.

Centria ha quindi ricorso sia al Tar che al Tribunale di Prato: con sentenza 14 agosto 2020 quest’ultimo ha però dichiarato il proprio difetto di giurisdizione nei confronti del Giudice amministrativo. Come detto, ora il Tar riafferma invece la competenza del giudice ordinario. La vicenda, nella quale peraltro il Comune si trova nella scomoda doppia veste di stazione appaltante e di azionista indiretto di Estra (tramite Consiag), sembra quindi lontana da una soluzione in tempi brevi.   Carlo Maciocco  QE, 18-11-2021