L’attesa decisione sul ricorso di 2i Rete Gas. Intanto A2A stanzia 48 mln € per i contenziosi sull’idro con la Regione Lombardia

E’ fissata per il 21 novembre 2019 l’udienza di merito del Tar sul ricorso di 2i Rete Gas contro l’aggiudicazione a Unareti (A2A) della gara per la distribuzione gas a Milano. Lo si apprende dalla relazione semestrale di A2A, dove si precisa che le istanze della ricorrente “possono essere catalogate sotto tre categorie di argomenti: motivi di esclusione di Unareti, motivi di rifacimento della commissione e motivi di ridefinizione della graduatoria”. Come noto. A giugno il CdS ha respinto l’istanza di 2i Rete Gas per l’accesso agli atti di gara. La procedura per l’Atem Milano 1 è stata la prima ad essere aggiudicata in Italia e risulta la seconda per dimensione (1,37 mld €) dopo quella di Roma. Sempre nella relazione semestrale si apprende anche che A2A ha stanziato fondi rischi per complessivi 48 milioni € in relazione alle controversie legali con la Regione Lombardia sui canoni di derivazione d’acqua pubblica. In particolare, l’utility ha impugnato al Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche, “al pari di altri operatori”, la d.g.r. della Lombardia n. 5130-2016 che in attuazione della L.R. 19/2010 ha introdotto un “canone aggiuntivo” stabilito “provvisoriamente” in € 20/kW di potenza nominale di concessione, fatta salva la richiesta di eventuale conguaglio. Canone che si applica retroattivamente sin dalla scadenza originaria di ciascuna concessione, e dunque “per Grosotto, Lovero e Stazzona sin dal 1° gennaio 2011, per Premadio 1 dal 29 luglio 2013 e per Grosio dal 15 novembre 2016”. Sono stati impugnati anche i provvedimenti connessi e conseguenti nonché la D.G.R. 7693-2018 (e conseguenti) che “hanno ribadito la previsione dell’applicazione di un canone aggiuntivo sino al 2020 e, ove previste, la revoca della esenzione di quota parte del canone demaniale”. Riguardo alle disposizioni delle Regioni in materia di prosecuzione temporanea delle concessioni scadute o in scadenza, A2A sottolinea che potrebbero “a partire dal 2019 trovare legittimazione nelle previsioni introdotte dalla Legge di conversione n. 12/2019 del D.L. n. 135/2018 (la cosiddetta “regionalizzazione” delle concessioni, ndr) la cui compatibilità costituzionale è tuttavia controversa”. QE, 8-8-2019

Tag: