Anche in Ascopiave la conferma del presidente/AD Nicola Cecconato era scontata. Molto meno la partita per l’ultimo posto in CdA, aumentato da sei a sette componenti.

Alla fine ha prevalso la lista presentata da ASM Rovigo, che poco prima dell’assemblea ha costituito un patto di sindacato sul 9% circa del capitale con 10 piccoli Comuni per far eleggere Cristian Novello, raccogliendo voti per il 23,182% delle azioni rappresentate in assemblea e pari al 17,534% del capitale. Ma gli 8 Comuni “dissidenti” (quelli usciti da Asco Holding) capitanati dal sindaco di Spresiano e rappresentanti il 6% circa del capitale si sono opposti, minacciando azioni legali. Tra le varie contestazioni, il fatto che Noviello sia dipendente di Veneto Acque, società in house controllata dalla Regione Veneto. Già prima dell’assemblea, Ascopiave aveva risposto sottolineando di avere ricevuto da ASM Rovigo l’autorizzazione rilasciata in data 27 aprile 2020 da Veneto Acque alla candidatura di Novello. “Restiamo convinti della nostre posizioni – ha commentato il sindaco di Spresiano Marco Della Pietra – andremo a vedere verbali dei consigli comunali, iter, compatibilità di consiglieri e azionisti”.

Ma un altro intervento interessante approvato in assemblea riguarda l’introduzione in Statuto di “un limite all’esercizio del diritto di voto per gli azionisti che si qualifichino (o che appartengano a un gruppo nel quale vi sia un soggetto che si qualifichi) come operatori del settore della produzione e/o distribuzione e/o trasporto e/o acquisto e/o vendita del gas naturale e/o dell’energia elettrica e/o del settore dell’efficienza energetica e/o del servizio idrico e/o del servizio a rete in generale”.

A tali soci viene riconosciuto il diritto di recesso fino a un tetto massimo del 5% delle azioni e per un esborso massimo da parte di Ascopiave di 45,771 mln €. Una norma che sembra studiata apposta per evitare possibili scalate di A2A. Anche se dopo l’acquisto del 4,16% del gruppo trevigiano, l’utility lombarda ha precisato di non avere mire in tal senso, e neanche sul CdA. Il tetto vale ovviamente erga omnes. Anche nei confronti di Hera (2,4% del capitale), sebbene in questo caso i rapporti con Treviso appaiano del tutto pacifici.

L’assemblea ha infine approvato il bilancio 2019 (chiusosi con un utile netto record di 493,2 mln € derivante della plusvalenza dell’operazione con Hera) e un dividendo 0,2133 € per azione. QE, 1-6-2020

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