L’iniziativa è dei 4 componenti del Cda, forse in serata la decisione del sindaco Sboarina. La fusione con AIM potrebbe comunque andare avanti. Il prossimo obiettivo è il “bando” Ascopiave . 

Nuova tegola sul progetto di aggregazione AGSM-AIM. Sabato il presidente dell’utility veronese, Michele Croce, è stato sfiduciato dal Cda e oggi è previsto un vertice con il sindaco veronese Federico Sboarina che potrebbe portare alla decisione finale. Le strade sarebbero due: dimissioni del numero uno del gruppo, oppure rimozione dei 4 consiglieri “dissidenti”, ossia il vicepresidente Mirco Caliari, Francesca Vanzo, Maurizio Giletto e Stefania Sartori. La decisione di sfiduciare Croce origina da una relazione del collegio sindacale su consulenze e spese, in particolare quelle per le celebrazioni del 120° anniversario dell’azienda. Ma al presidente di AGSM viene contestata anche una gestione “troppo personalistica” dell’azienda. Croce si è difeso affermando che “l’azione dell’ultimo anno e mezzo è stata improntata alla razionalizzazione delle spese, alla loro messa sotto controllo, così da far convergere tutte le risorse possibili alla crescita”. In particolare, ha aggiunto “sponsorizzazioni e pubblicità deliberate sono passate dai 4,2 milioni euro del 2017 a 1,1 milioni del 2018 con una contrazione del 76,6% e con un risparmio di più di 3 milioni di euro”. Davanti “ad azioni così nette, a risultati così positivi, ad un evidente ruolo aggregante di Verona nel settore energetico, si è scelto di privilegiare un disegno ostile ad AGSM ed alla città. Una grave responsabilità che i consiglieri di AGSM si sono assunti e della quale risponderanno ai veronesi”. Il presidente di AGSM rimarca che questa sfiducia è arrivata alla vigilia dell’aggregazione con AIM. “Alcuni consiglieri hanno accolto le istanze di chi vuole bloccare questo processo, l’unico in grado di garantire l’indipendenza energetica della nostra regione e costi contenuti per famiglie ed imprese. Si tratta di un fatto senza precedenti, gravissimo, che va contro gli interessi strategici della città”. Fonti attendibili dicono che l’aggregazione potrebbe comunque andare avanti, sebbene la vicenda crei per lo meno inevitabili ritardi. Il prossimo appuntamento cruciale è peraltro la scadenza del 15 aprile fissata da Ascopiave per le manifestazioni di interesse e le offerte non vincolanti sulla maggioranza dei clienti e la minoranza delle reti. Partita che Verona e Vicenza vogliono giocare in tandem. Stasera si avranno probabilmente indicazioni più precise sul futuro dei vertici di AGSM. Il tutto tenendo presente che 3 dei consiglieri che hanno sfiduciato Croce sono espressione della maggioranza di centrodestra che sostiene il sindaco.  Carlo Maciocco – QE, 11-3-2019