UTILITY. Il Tribunale amministrativo respinge il ricorso contro la delibera dell’ANAC che aveva bocciato l’acquisto del 51% di Linea Group Holding da parte della quotata.

Alberti all’attacco: “viene ribadito che l’operazione è irregolare. Ora attendiamo la Corte dei Conti”. Ma per la società non ci sono ricadute industriali. Un altro pronunciamento, che alimenta prese di posizione dal fronte politico. “Dopo Antitrust e ANAC, anche per il TAR del Lazio l’operazione di fusione LGH-A2A é irregolare”, dice il consigliere al Pirellone dei 5 Stelle, Ferdinando Alberti commentando la sentenza. definita “storica” del Tribunale amministrativo regionale del Lazio. Ha dato ragione all’Autorità Nazionale Anticorruzione definendo “inammissibile” la richiesta di annullamento della delibera ANAC del febbraio 2018 “che dichiarava illegittima l’acquisizione da parte di A2A» del 51% del capitale di Linea Group Holding. Il ricorso era stato presentato dalla Società Cremasca Servizi srl {socio di LGH). LA VICENDA nasce da un esposto inoltrato All’ANAC nel 2016, promosso da Alberti quando era deputato. “Il tutto si basava su una presunta violazione delle norme di concorrenza e pubblicità nella vendita delle quote della società pubblica LGH ad A2A – spiega in una nota. L’ANAC aveva riconosciuto la violazione delle norme nazionali e comunitarie rigettando perfino le contro osservazioni di LGH, dichiarando per ben due volte illegittima la cessione” Il TAR ha ribadito la legittimità della delibera e l’operato di ANAC – prosegue Alberti – sottolineando che é nelle prerogative dell’ente anticorruzione “vigilare sui contratti pubblici, al fine di garantire l’osservanza dei principi di correttezza e trasparenza delle procedure di scelta dei contraente nonché il rispetto delle regole della concorrenza nelle singole procedure di gara”. Non solo: per il TAR se ANAC ritenesse che “dalla esecuzione di contratti pubblici deriva pregiudizio per l‘erario, gli atti e i rilievi sono trasmessi… alla Procura Generale della Corte dei Conti” aggiunge Alberti spiegando che ANAC ha già inoltrato “gli atti alla Corte dei conti: é proprio questo passaggio quello più temuto dagli amministratori di LGH che hanno approvato l’operazione. Attendiamo a questo punto la sentenza della Corte dei conti che si dovrà esprimere su un eventuale danno erariale.

Mi aspetto l’ennesima vittoria dopo quella ottenuta per due volte all’ANAC, all’Antitrust e ora al TAR. In tutta questa vicenda – conclude Alberti – le società pubbliche che hanno fatto ricorso per sostenere le ragioni di A2A, hanno preso sonore batoste. Il consiglio che vorrei dare loro è quello di rispettare le regole dell’evidenza pubblica”. Da A2A e LGH al momento nessun commento, ma fonti vicine alle utility fanno capire che “non ci sono ricadute dal punto di vista industriale”.

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